Video e luogo di lavoro, oggi e domani – parte 1

Questo articolo è parte di una serie di post:
  1. Video e luogo di lavoro, oggi e domani – parte 1
  2. Video e luogo di lavoro, oggi e domani – parte 2

Video e luogo di lavoro, oggi e domani - fonte immagine: www.mechdyne.comLe applicazioni video e video-conferencing si trovano alla confluenza di cambiamenti rivoluzionari nell’odierna realtà tecnologica — l’accesso a Internet ad alta velocità (ahime, un sogno per l’Italia!), il cloud computing, nonché l’esplosione di dispositivi quali smartphone, tablet e wearable, hanno accorciato tempi e distanze e reso il mondo più connesso.

I responsabili dei sistemi informativi aziendali che intendono dare un’impronta di innovazione al loro lavoro, devono essere in grado di consentire alle imprese per le quali lavorano di condividere le conoscenze, trattenere e conservare i talenti, costruire fiducia, migliorare la collaborazione e alimentare l’innovazione, servendosi degli strumenti esistenti ed emergenti di videoconferenza per creare nuovi prodotti e servizi.

Lo scenario

In questo particolare momento della storia, un variegato insieme di forze tecnologiche, demografiche e culturali stanno convergendo e sono in procinto di rivoluzionare il luogo di lavoro del futuro. La clientela desidera avere la capacità di accedere al mercato da qualsiasi luogo, in qualsiasi momento e usando qualsiasi dispositivo; le nuove leve di lavoratori si attendono di poter usufruire di quel grado di flessibilità tecnologica che consenta loro di collaborare in modo continuativo con clienti e colleghi; a loro volta, le aziende con un’attitudine aperta alle nuove opportunità offerte dalle nuove tecnologie cerca in ogni modo di rendere da una parte l’interazione con la clientela, dall’altra la comunicazione dei dipendenti, il più possibile intuitiva, invisibile e ‘seamless’.

L’uso di strumenti e tecnologie video e di video-conferencing sono parte integrante di questa trasformazione, e i manager responsabili delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (i CIO) si trovano nell’epicentro di tale transizione. Coloro che sapranno cambiare la loro mentalità saranno in grado di sfruttare questi strumenti e costruire le soluzioni necessarie per creare, già oggi, il luogo di lavoro del futuro; in questo, determinante sarà anche la volontà e la capacità di collaborare con i produttori più affermati e ‘avanti’ in materia di tecnologie rivolte alla videoconferenza. Facendo ciò, ognuno potrà collocare l’azienda per cui lavora in una posizione di successo, non solo grazie ad una maggior fedeltà da parte della clientela, ma anche perché si ridefinirà la natura del luogo di lavoro, in modo tale da consentire ai dipendenti di liberare e accelerare un clima di innovazione radicale.

Non più di sette anni fa era difficile immaginare come l’uso di un telefonino — fino ad allora usato principalmente per effettuare chiamate e inviare qualche sms di tanto in tanto — sarebbe servito a così tante persone per eseguire così tante operazioni diverse: ascoltare musica, scattare fotografie, registrare video, giocare, effettuare pagamenti, avere un’indicazione stradale, gestire programmi orari, addirittura tenere delle video-chiamate e altro. Tuttavia, per coloro che avevano contezza dell’evoluzione in arrivo — in termini di potenza di calcolo dei nuovi computer, capacità di archiviazione-dati, intelligenza artificiale, tecnologia satellitare e infrastrutture API/App emergenti — ciò che si andava delineando poteva risultare già abbastanza evidente, almeno in termini generali.

In modo analogo, oggi possiamo già discernere quello che il mondo del 2020 ci riserva — una realtà in cui la tecnologia video giocherà un ruolo sempre più importante. Consideriamo i seguenti dati:

In aggiunta a tutto ciò, è possibile elencare dieci principali tendenze che intensificheranno la crescita del reparto video e delle sue applicazioni:

  1. I protocolli WebRTC (Web Real-Time Communications) renderanno più semplice l’effettuazione di video-chiamate utilizzando il browser o lo smartphone. Di conseguenza, le video-chiamate dei clienti — vedi ad esempio il servizio di assistenza “MayDay” di Amazon, la nuova funzione video-chat di Citibank e la app di video-chat “Spin” di Apple — diverranno più popolari tra quelle aziende e realtà imprenditoriali che desiderano migliorare il proprio servizio di assistenza al cliente, nonché per i lavoratori che necessitano di collaborare con i loro colleghi.
  2. I progressi delle tecnologie di storage dei dati faranno da sprone alla continua crescita del cloud computing e del ‘Video Conferencing as a Service‘ (VCaaS). Le prospettive del VCaaS vedono un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 34% entro il 2020 — un andamento in gran parte dovuto dal fatto che il cloud computing diminuisce i rischi finanziari per l’utenza eliminando la necessità per le aziende di dotarsi di hardware di data-storage.
  3. Le risoluzioni video UltraHD (4K) e superiori continueranno a migliorare in termini di prezzo, qualità e prestazioni. Di conseguenza, un maggior numero di utenti migrerà alla comunicazione video come mezzo per una collaborazione efficace. Anche la continua evoluzione della componente software aumenterà il numero e il tipo di dispositivi (ad esempio, PC, tablet, smartphone, wearable, strumenti di realtà virtuale ecc.) che potranno dare spazio al video.
  4. Gli smartphone, i tablet e le unità autonome (o robot) di telepresenza diverranno sempre più diffuse. Nel 2013, il governo degli Stati Uniti ha accordato il permesso ai medici di condurre consultazioni video da remoto con i loro pazienti, mentre nell’estate 2014, una delle maggiori case automobilistiche europee ha adottato la video-chat per far comunicare i propri tecnici con i meccanici e le officine, in modo tale da ampliare la qualità del servizio di assistenza alla sua clientela. Ci si aspetta quindi un’analoga adozione della tecnologia video anche in settori quali l’agricoltura, il bancario, governativo, centri di produzione e nel retail.
  5. Tecnologia wearable. Oggi comunemente esemplificata facendo riferimento a prodotti quali i Google Glass, Oculus Rift e il Project Morpheus di Sony (considerando l’ambito video più generale), la tecnologia wearable crescerà in termini di vendite di 10 milioni di unità (entro il 2015) e di 100 milioni di unità entro il 2018. Questi dispositivi intensificheranno sempre di più l’integrazione video. I Google Glass, ad esempio, dispongono di una app che consente di trasmettere ciò che l’utente sta osservando e viene impiegata negli ospedali o dalle aziende del settore energia, per la formazione degli studenti e coinvolgere i dipendenti in modo alternativo; invece, il sistema oculare Oculus Rift viene utilizzato da aziende quali Tesla per trasformare in maniera radicale il modo in cui la componentistica industriale viene progettata e prodotta.
  6. Processori Multi-core. I chip da 48-core — ma che potenzialmente potranno addirittura raggiungere quota 1000-core — consentiranno a smartphone e altri dispositivi delle capacità video incomparabili. Nel giugno 2014 è stato presentato il primo smartphone olografico; a fine 2015, si ritiene che i tablet e gli smartphone di nuova generazione con display olografico potranno avere la capacità di mostrare tutta una gamma di elementi in movimento a prescindere dalla locazione dell’osservatore – cosa che potrà di fatto consentire ad ogni ambiente di diventare ‘video-capable’. Inoltre, i chip multi-core consentiranno a smartphone e altri dispositivi elettronici di poter eseguire molteplici funzioni, quali il riconoscimento e la traduzione vocale, nonché una ricerca video migliorata.
  7. Internet of Things. Entro il 2020, il numero di oggetti fisici connessi a Internet crescerà di 50 miliardi di unità e le opportunità economiche sul lungo termine stimata per l’IoT si aggira tra i 10 e i 15 trilioni di dollari. Pur distinguendosi dalle altre tendenze che contribuiscono alla crescita del video, l’Internet of Things — a volte indicato coi termini “Industrial Internet” o “comunicazione M2M — favorirà l’ambito video rendendo più facile e più naturale per le persone interagire con gli strumenti e gli oggetti fisici.
  8. Banda larga e comunicazione mobile diverranno esponenzialmente più veloci. Il governo della Corea del Sud, insieme a Google e alcune municipalità sparse nel mondo stanno già pianificando una velocità fissa di Internet a quota 1 gigabit, mentre Samsung ha dichiarato che la sua rete 5G potenzierà la velocità della comunicazione mobile di cento volte. In un mondo in cui un’ora di materiale video ad alta definizione può essere scaricato in 6 secondi, inevitabilmente compariranno sulla scena nuove applicazioni di intrattenimento e strumenti per i luoghi di lavoro. Inoltre, emergerà probabilmente una maggior quantità di applicazioni video, in quanto la flessibilità data dalle reti wireless consentirà alla collaborazione video di poter essere condotta e praticata ovunque e a qualsiasi ora, via dispositivi mobile e wearable.
  9. Accesso globale a Internet. Entro i prossimi sei anni si prevede il lancio di almeno 1.000 nanosatelliti e 30.000 droni. In combinazione con altri ambiziosi progetti quali Project Loon — il piano di Google per la messa in opera di un network di palloni aerostatici ad alta quota per contribuire all’accesso a Internet ad alta velocità — non è affatto azzardato pronosticare la possibilità che, entro il 2020, gli oltre 7 miliardi di abitanti del pianeta avranno la capacità di inviare e ricevere contenuti video.
  10. MOOC (Massive Open Online Courses). I sempre più diffusi programmi online quali EdX, Udacity, Coursera e Open Education Alliance godranno di una popolarità sempre maggiore — soprattutto tra le generazioni più giovani — grazie alla loro crescente accessibilità, gradimento, basso costo e facilità d’uso.

{continua}

Post precedenti/successivi della serie "Video e luogo di lavoro, oggi e domani":

Video e luogo di lavoro, oggi e domani – parte 2 »

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