Da che parte per la casa smart?

Il principale spunto di riflessione riguardo al settore smart home che possiamo trarre dall’annuale edizione del Consumer Electronic Show 2016, è che nonostante la continua evoluzione tecnologica che stiamo vivendo (ponendo un accento particolare alle possibilità date dalla connettività – vedi alla voce IoT), l’orizzonte permane ancora incerto e non ben definito.

Ho appena finito di ascoltare un breve podcast sulla sezione del blog di Radio24 dedicato all’evento che si è appena concluso a Las Vegas. L’intervento radiofonico è dedicato alla nuova certificazione Ultra HD Premium della UHD Alliance, ma si fa un breve accenno alle proposte rivolte alla casa intelligente. In un passaggio, Carolina Milanesi di Kantar World Panel commenta come – a suo avviso -l’esigenza manifestata dai produttori nel cercare di convincere le persone sull’utilità degli apparati per la casa intelligente si vada a scontrare con una certa perplessità o, quanto meno, una percezione non chiara da parte del pubblico. E questo nonostante i progressi, sebbene più lenti rispetto al CES 2015.

Confesso che inizialmente questo riferimento mi ha fatto pensare alla diversa prospettiva che molti italiani/europei ancora mantengono – pur andando progressivamente scemandosi – nel considerare ‘esoterico’ ciò che invece negli Stati Uniti (principale mercato di riferimento del CES) non lo è più, specie nella classe media americana e in quella più agiata, dove i sistemi domotici e di automazione hanno avuto maggiore penetrazione. Tuttavia, al netto di tutto questo bisogna ammettere che il presente e – soprattutto – il futuro non sono affatto chiari, nonostante ad esempio l’entrata in scena di colossi quali Apple e Google che puntano esplicitamente al mondo del DIY/Do-It-Yourself e a rendere più mainstream un settore che ancora di fatto non lo è.

In Italia e non solo, il principale punto di approdo di coloro che desiderano adottare soluzioni smart home risulta essere la messa in opera di sistemi di sicurezza, seguita dai sistemi utili al risparmio energetico. Purtroppo il più delle volte ci si limita a questo – mentre abbiamo visto come il mercato sappia esprimere innumerevoli soluzioni legate a molteplici aspetti della casa. Il motivo è semplice: sicurezza e risparmio sono temi importanti e ben assimilati; sono messaggi che arrivano direttamente a coloro che possiedono una casa. La necessità di corrispondere a questo tipo di esigenze non richiede un grosso supporto dal punto di vista comunicativo, è solo una questione legata alla capacità di offrire la soluzione tecnologica più idonea al cliente. Quindi di fatto le uniche variabili sono la scelta legata alle eventuali limitazioni tecnologiche dell’una o dell’altra soluzione, nonché il budget a disposizione – traduzione: ci si può sbizzarrire, eufemisticamente parlando. Non a caso, il mercato si rivolge al mondo consumer sfruttando il DIY proprio per allargare il più possibile la platea di utenti/acquirenti.

Un modo smart di guardare oltre

Molti dei big-player che hanno partecipato ai vari panel di discussione tenutisi al Consumer Electronic Show – nomi del calibro di Samsung, Intel, Amazon, Nest – hanno espresso per voce dei loro presidenti, vice e alti dirigenti, quello che probabilmente è il primo scoglio da superare, ovvero il numero troppo elevato di standard e protocolli. Come abbiamo detto il settore smart home continua ad evolvere e, nonostante tutto, a crescere; tuttavia ancora non si è raggiunti quel grado di ‘seamlessness’ necessario a semplificare le cose. Yoon C. Lee, Vice Presidente Insight Concept & Portfolio di Samsung, sostiene che se una convergenza degli standard smart home ci sarà (e dovrà esserci) saranno i prodotti stessi a deciderlo; in poche parole, la soluzione smart home in grado di esprimere la miglior esperienza d’uso, insieme il relativo protocollo adottato, saranno quelli ad uscire vincitori. Lo abbiamo già visto in passato in altri scenari (vedi VHS vs Beta).

Una ‘selezione naturale’ quindi, da affidare al mercato e alla concorrenza. Mi chiedo solo quanto tempo occorrerà (magari poco, magari tanto) e se invece non sia il caso che, una volta tanto, i big-player si mettano d’accordo nello sviluppare la lingua franca sulla quale basarsi, per poi incrociare le spade e, in punta di fioretto o a colpi di katana, competere mettendo in campo il meglio del meglio in termini tecnologici, e che vinca il migliore.

Samsung Family Hub Refrigerator for the smart homeAltro elemento su cui riflettere sono gli hub – che, sempre secondo Lee di Samsung, al quale si aggiunge anche Eric Free, Vice Presidente dell’Internet of Things Group di Intel, sono ‘un male necessario’. D’altronde, commenta Free: “come non si può avere l’Internet of Things senza Internet, allo stesso modo non si può avere una casa smart senza connettività.” In questo senso vediamo come la strategia di Samsung sia quella di incorporare le funzionalità di controllo della casa smart proprie degli hub all’interno dei prodotti stessi, come avviene con i nuovi frigoriferi Family Hub Refrigerator presentati da Samsung al CES. “Il frigorifero è l’unico elettrodomestico della casa che rimane sempre acceso – spiega Lee – per cui è un ottimo candidato ad assumere il ruolo di hub.”

Ulteriore spunto interessante, di carattere più ampio e che volge lo sguardo addirittura su materie quali l’edilizia e l’impiantistica, riguarda la necessità nel prossimo futuro di ripensare il modo in cui le abitazioni vengono costruite, contemplando l’implementazione delle tecnologie smart. Proprio come nelle passate generazioni, in cui le case non erano in grado di beneficiare di elettricità e acqua corrente fino a quando non si sono messi in opera impianti di tubazione e cablaggio adeguati. Questa visione rivolta al mondo dei professionisti, seppur auspicabile, contrasta con coloro che propugnano i vantaggi dati da un approccio più orientato alla mentalità DIY. Tra questi troviamo, guarda caso, Greg Hu, Responsabile Prodotti Marketing Apps&Services del programma di sviluppo del termostato Nest: “Il DIY è importante per il mercato. Ti rechi nel negozio, vedi un bel prodotto, lo vuoi installare subito dopo averlo acquistato. Se lo si può fare autonomamente, il cliente avrà una maggiore sensazione di controllo.”

Naturalmente si è discusso molto anche di sicurezza, un aspetto che deve costituire inevitabilmente un punto di importanza cruciale man mano che le applicazioni e le tecnologie rivolte alla casa connessa continuano a crescere. Facendo riferimento a delle proiezioni elaborate da Intel, Eric Free ha commentato: “Immagina 50 miliardi di dispositivi connessi al cloud, da venti a trenta per ciascuna abitazione. La buona notizia è che molte compagnie stanno lavorando sodo per rendere questi dispositivi molto sicuri. Tuttavia si tratta di una materia in continua evoluzione e non c’è dubbio che deve essere una tematica in cui ogni player del settore dovrà giocare in termini di squadra, lavorando insieme e collaborando l’uno con l’altro.” Per Greg Hu, la cyber-security è la croce che Nest sta affrontando nell’implementare protocolli Wi-Fi quali Google Weave e Thread. “È di massima importanza per noi disporre di un layer di base davvero sicuro.”

Diamo voce alla casa

Amazon EchoNon c’è dubbio che, tra le novità tecnologiche rivolte alla casa smart che il 2015 ci ha offerto nel mondo consumer, il nuovo Amazon Echo è stata quella di maggiore risonanza – almeno negli States. Al CES lo si poteva vedere un po’ ovunque unitamente a tutta una serie di dispositivi e servizi realizzati da terze-parti, proposti con formule quali ‘Alexa-compatible’, ‘Echo’s cloud-connected’ ecc. Il controllo vocale della casa smart è una realtà e il combinato disposto dato da una compagnia dalle spalle grosse come Amazon e le diverse integrazioni cloud-based che già provengono da altre aziende, dovrebbe far pensare a notevoli capacità di crescita. “Praticamente tutto ciò che fa Alexa [il servizio vocale del quale si serve Amazon Echo, ndr] avviene nel cloud,” spiega Charlie Kindel, Direttore di Amazon Echo e Alexa. “Molto poco avviene all’interno del dispositivo; questo ci mette nelle condizioni di muoverci e sviluppare molto rapidamente.”

Tra le aziende che si stanno approcciando al nuovo Amazon Echo figura, ad esempio, Big Ass Solutions, compagnia statunitense specializzata in sistemi di ventilazione industriale e residenziale, in particolare con le ventole a elica da soffitto. Il CEO Carey Smith, tessendo le lodi del nuovo dispositivo di Amazon, avverte comunque che il comando vocale non deve essere considerato come la quintessenza e la modalità di controllo definitiva della casa.

Le maggiori reazioni in senso positivo provengono comunque dall’utenza che soffre di disabilità. Grazie al controllo vocale queste persone riescono a controllare le loro abitazioni in modalità prima impossibili, ed è questa probabilmente la vera differenza generata dalle nuove possibilità tecnologiche degli ambienti automatizzati odierni: oltrepassata la fase ludica del primo periodo, oggi la casa smart e la home automation vengono recepiti come di grande utilità nella vita quotidiana, una volta che le molteplici capacità messe a disposizione consentono di rispondere ad esigenze reali.

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1 commento

  1. 6/09/2016

    […] mondo delle startup. Ma naturalmente i big-player non sono da meno. Basta citare ad esempio quanto Samsung ha messo in mostra all’annuale edizione del CES, con il suo frigorifero smart dotato di display da 21.5 pollici e capace di navigare su Internet, […]

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