Cosa fare per rendere l’Audio/Video più ‘IT-loso’

La ‘sindrome petalosa’ colpisce ancora – ci sono cascato pure io e chiedo venia, tuttavia intendo rassicurare il lettore che non interpellerò l’Accademia della Crusca ne correrò a depositare il marchio ‘IT-loso’ (anche perché è obiettivamente bruttino e denota mancanza di fantasia nel concepire un titolo come si deve). Ma veniamo al dunque: riflettendo sul modo in cui l’Audio/Video può e deve essere declinato nell’ambito di un contesto IT – quindi integrato ad esso – è fondamentale evidenziare come la transizione per diventare più… IT-loso non debba sottrarre l’AV dai suoi valori e dalle sue competenze primarie.

Il matrimonio tra AV e IT è attualmente il tema più caldo tra gli addetti ai lavori – non a caso è stato l’argomento principale dell’annuale edizione di ISE, di cui si è ampiamente discusso con seminari e discussioni riguardanti le sinergie che questa ‘collisione tecnologica’ è in grado di esprimere.

Nell’Opening Panel Discussion moderato da David Rowan (editor-in-chief di Wired UK), in cui sono intervenuti Jonathan Wagstaff (Country Manager, Context), Toni Barnett (Managing Director, CDEC), Kevin Morrison (Executive Vice President di Harman), Mark Grady (Channel Sales Lead, EMEA, Google, Android & Chrome for Work) e Bernd Eberhardt (Presidente e CEO di NEC Display Solutions), si è discusso della rapida evoluzione e implementazione della tecnologia IP ed il suo effetto nelle reti AV e IT, nonché di come i sensori stiano unendo tra loro AV e IT.

Ma cosa significa tutto questo per l’attività di tutti i giorni del professionista e delle aziende specializzate in soluzioni AV?

Se è vero che è l’AV a dominare lo spazio fisico, è altrettanto vero che se l’integratore di sistema disponesse delle capacità di aggiungere la componente IT nella sua proposta, le opportunità di business diventerebbero enormi e il potenziale in termini di problem-solving risulterebbe davvero notevole. Nel sottolineare l’importanza delle tecnologie IT nei contesti odierni, i professionisti dell’AV concordano sulla necessità di continuare a promuovere i valori intrinsechi al loro lavoro, non fosse altro perché l’AV è in grado di fare cose che nessun altro settore professionale è in grado di svolgere – ed è questo un punto fondamentale da tenere sempre bene a mente.

Nulla succede nell’ambito del dominio fisico (vista e suono) senza che la ‘magia’ dell’AV non risulti coinvolta in qualche modo – e per ‘magia’ si intende la mescolanza di scienza, tecnologie, competenza e best-practices. Quando si aggiunge la componente IT all’AV per scopi di monitoraggio, gestione, invio dei contenuti, collaborazione, conferencing, controllo e altro, ecco che le opportunità aumentano e si fanno interessanti, dato che ci si potrà rivolgere al cliente con un’offerta davvero completa.

È quindi questo il vero obiettivo da conseguire: aggiungere l’IT all’AV. Ma come?

Collaborare e connettersi

Per raffigurare la collaborazione tra AV e IT può essere utile pensare a due giocolieri che si esibiscono lanciandosi delle palline – nel nostro caso le palline sono tre, riferite alle componenti audio, video e IT. Nel momento in cui uno dei due giocolieri lancia una pallina all’altro, facendo attenzione a non distogliere l’attenzione dalle altre due, non occorre che il lancio sia preciso al millimetro; questo perché si è certi che dall’altra parte c’è un giocoliere altrettanto capace e dotato della giusta abilità e destrezza per acchiappare la pallina al volo e proseguire nel numero di abilità.

Questo tipo di collaborazione tra professionisti consente di concentrarsi sulle proprie competenze principali, con la consapevolezza che il collaboratore farà lo stesso nel proprio ambito. L’ulteriore vantaggio è la mitigazione dei rischi ed un ritorno condiviso degli affari, per cui l’obiettivo principale dovrà essere quello di ricercare nuovi clienti insieme, piuttosto che procedere autonomamente, in modo tale da rendere la partnership più redditizia.

AV jugglers

Se sei un professionista dell’AV, e quindi – proseguendo nell’analogia dei giocolieri – in grado di giostrare con abilità due delle tre palline in gioco (audio e video), nel momento in cui tenterai di acchiappare al volo la terza pallina (IT), il rischio di far cadere tutto quanto a terra è molto alto: il numero da giocoliere fallisce miseramente – e così anche l’integrazione AV/IT. Quand’anche la parte relativa all’AV di tutto il lavoro fosse perfetta, se lasci che la ‘pallina-IT’ finisca a terra, ciò che il cliente percepirà sarà il fallimento di tutto il lavoro.

Questa collaborazione permette di esibirsi di fronte al cliente senza temere di correre troppi rischi. Una buona partnership deve prevedere modalità per entrambe le parti di continuare a crescere nell’ambito del rapporto che si è instaurato, senza mai sentirsi minacciati dalle capacità di crescita dell’altro.

Anche la creazione di connessioni è importante – entrare a far parte di associazioni di settore e gruppi social che si occupano di IT può aiutare le aziende e i professionisti dell’AV ad essere sempre informati sulle tecnologie e le tendenze. Ciò contribuisce anche al networking tra le persone e può essere fonte di risorse tecniche, agganci e nuovi candidati per acquisire nuove professionalità.

Prenditi cura di te

È praticamente impossibile vendere, promuovere o supportare alcunché se non si crede in quella determinata cosa. Nel momento in cui si crede in qualcosa è necessario implementarla e saperlo fare. In qualità di integratori AV/IT le nostri reti dovranno quindi risultare solide e in grado di supportare soluzioni di comunicazione/collaborazione unificata (UCC).

Conosci il detto “Il figlio del calzolaio va in giro con le scarpe rotte”? Bene: i settori AV/IT non fanno eccezione. Capita spesso che le strutture demo di professionisti e aziende che si occupano di sistemi AV siano carenti, sia dal punto di vista tecnologico/funzionale sia per quel che riguarda l’estetica. Nel caso dell’AV/IT, le strutture e gli ambienti utili a dimostrare le soluzioni al cliente devono essere a prova di bomba. Le persone che appartengono al mondo IT si aspettano che un integratore sia in grado di dimostrare e mettere in opera per se stessi ciò che si propongono di fare per il cliente. Occorre quindi essere ben sicuri che il sistema IT supporti ciò che si intende vendere, supportare e promuovere.

Prepara un piano e seguilo passo-passo

Aggiungere l’IT all’AV significa necessariamente adottare un approccio metodico e ben pianificato. Le aziende che hanno aggiunto la componente IT al loro modello di business sono numerose, ma tutte quelle che lo hanno fatto bene ci sono riuscite grazie ad un business-plan.

Sembrerebbe quasi scontato dirlo, ma c’è da rimanere sorpresi di quanto spesso si verifichi l’approccio opposto. Aziende specializzate in installazioni AV che aggiungono l’ingrediente IT come una seconda istanza; capita quindi che ci si limiti ad inserire qualche prodotto nella proposta organica e assegnare alcune responsabilità extra alla persona che si occupa dei sistemi informatici della stessa azienda, il quale si dovrà quindi occupare di supportare qualche cliente. E regolarmente il titolare dell’azienda si ritrova a domandarsi “Perché il mio business IT non decolla?”

Aggiungere l’IT significa dotarsi di risorse appropriate e mettere in campo tali risorse, le quali possono anche essere frutto di una collaborazione con un soggetto specializzato in IT – ciò nondimeno quelle risorse aggiuntive sono comunque necessarie.

Altro punto da considerare: dotarsi di un piano, una strategia, è altrettanto importante quanto il comunicarlo alle persone coinvolte; ognuno dovrebbe avere una buona comprensione della strategia e di ogni fase che la compone. Una sovra-comunicazione è infinitamente preferibile alla totale assenza di comunicazione.

I dipendenti devono essere ‘giusti’… e anche i clienti

Una delle sfide più grandi nell’aggiungere l’IT all’AV consiste nell’essere certi di disporre di un team capace, che dimostri di poter essere di supporto in questo nuovo cimento. Ovviamente, per mettere insieme una squadra di questo tipo occorrerà probabilmente assumere del nuovo personale.

Nel mondo dell’AV – ma non solo – spesso si tende a ‘occupare le posizioni vacanti’ piuttosto che ricercare nei contesti dove le attività della propria impresa potrebbe trovarsi tra uno o tre anni, così da poter conseguentemente determinare quali potrebbero essere le future esigenze. Si tende invece a limitarsi ad assumere un sostituto con le medesime competenze della persona precedente. Questo appare essere un comportamento consueto in realtà di mercato quali gli Stati Uniti, Regno Unito e altri stati europei meno toccati dalla crisi economica; probabilmente lo sarebbe anche in Italia se si potesse uscire da questa perenne congiuntura di immobilità economico-lavorativa tutt’altro che favorevole – e sappiamo bene quali siano le difficoltà e la remora quando si parla di assunzioni.

Ad ogni modo, il senso del discorso è che nel momento in qui si desidera aggiungere l’IT all’AV, ciò che serve è l’acquisizione di nuove competenze e, quindi, guardare in nuove direzioni. Nel ricercare nuovi candidati occorrerà stendere una nuova descrizione del ruolo partendo da zero, procedendo come se si stesse facendo un’analisi sulle esigenze della propria attività. Spesso, partendo da zero piuttosto che usare la descrizione di una posizione lavorativa esistente, si ottiene qualcosa di completamente diverso da quanto si preventivava. A volte cambiare fa bene.

Un discorso analogo potrebbe essere fatto nei confronti della clientela, anche se in questo caso è duopo riferirsi ad una situazione economica ipoteticamente ideale, in cui la domanda è tale da potersi permettere di rinunciare ad alcuni clienti per dare la precedenza ad altri – purtroppo la realtà è un’altra cosa. Quindi, se non si avvertisse dalla clientela una maggiore domanda di componente IT nelle loro esigenze AV, forse sarebbe opportuno cercare nuovi clienti, in quanto probabilmente l’attuale clientela inizia ad essere un po’ ‘stagnante’ e, se così fosse, ci si potrebbe ritrovare nella situazione di mancare nuove opportunità. È altresì utile prestare attenzione alle tendenze del settore e domandarsi il perché la propria clientela non segua questo determinato trend.

Formazione e certificazione

Non sempre ci si ritrova nelle condizioni di poter assumere del nuovo personale per imbarcarsi verso nuove imprese (ne tanto meno di scartare o scegliere la clientela). È necessario far crescere la struttura e i collaboratori di cui già si dispone – e il mezzo migliore per farlo è la formazione.

Nella combinazione AV/IT, è di fatto l’Audio/Video il vero valore aggiunto. L’IT apporterà nuove opportunità di business, ma sarà l’AV a dar prova del fatto che la tua azienda può fare cose che nessun altro è in grado di fare.

Il training è sicuramente il metodo migliore per far crescere la propria squadra, instaurare un clima di lealtà e fiducia, e – perché no – divertirsi. Se disponi di persone con la giusta dose di predisposizione e attitudine, sai già quanto il loro peso valga oro; quindi, investire nella loro formazione può davvero valere la pena. Di norma, questo tipo di dipendente è desideroso di crescere insieme a te e saprà accompagnare la tua organizzazione verso nuovi traguardi. Il rischio che si accetta nel rinunciare a formare i propri dipendenti è certamente maggiore del rischio di vederseli andar via.

Le certificazioni in campo IT permetteranno alla tua organizzazione di fare un passo in questa direzione. Molte delle certificazioni non hanno in realtà un peso specifico rilevante nel settore IT, tuttavia costituiscono una cartina tornasole e permettono al tuo personale di cominciare. Partendo da qui, si potrà poi cominciare a promuovere la propria offerta concentrandosi nella combinazione AV/IT- questo è essenziale, perché altrimenti ci si ritroverebbe intrappolati nella competizione con la miriade di integratori esclusivamente IT ed essere costretti a giocare la loro partita.
L’obiettivo è invece spostare e cambiare il campo di gioco.

Per concludere è importante chiarire che, nella combinazione AV/IT, è di fatto l’Audio/Video il vero valore aggiunto. L’IT apporterà nuove opportunità di business, ma sarà l’AV a dar prova del fatto che la tua azienda può fare cose che nessun altro è in grado di fare. Quindi – di nuovo – occorre cambiare il campo di gioco. Per vincere.

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