Cisco acquisisce Acano (parte 2): l’utenza Acano cosa ne pensa?

Questo articolo è parte di una serie di post:
  1. Cisco acquisisce Acano (parte 1): solo una questione di interoperabilità?
  2. Cisco acquisisce Acano (parte 2): l’utenza Acano cosa ne pensa?

Cisco acquisisce Acano - solo una questione di interoperabilità?Dopo aver ragionato su quelli che potranno essere gli scenari futuri nell’ambito della proposta VMR di Cisco a seguito dell’acquisizione di Acano, proviamo ora a capire quali sono (se ci sono) le altre motivazioni che hanno condotto a questa operazione, ponendoci alcuni interrogativi che, non dubitiamo, saranno sorti tra l’utenza Acano e non solo.

Valutando col senno di poi, si potrebbe contestare a Cisco una certa inefficienza intrinseca nella sua struttura di sviluppo per l’innovazione. Se, guardando in superficie, l’operazione appare come un normale e comprensibile insieme di sviluppo e acquisizione, un interrogativo si pone: perché il team di Acano non è stato incoraggiato a sviluppare la sua tecnologia di bridging quattro anni fa, quando ancora lavorava per Cisco? Di fatto, tutto il tempo che il gruppo di Acano ha speso per allestire il suo ciclo di sviluppo indipendente e avviare l’impresa che ha condotto alla realizzazione e all’ingresso nel mercato di questa eccellente piattaforma, potrebbe essere considerato di fatto inutile. E quanto tempo è servito alla neonata Acano per mettere in piedi la sua struttura (uffici, studi legali, creazione del brand, marketing, Internet e social media ecc), tempo prezioso rubato al ciclo di sviluppo e al lavoro in sè? Beh, la prospettiva del personale di Acano può essere comprensibile: meglio essere pagati ora 700 milioni di dollari per il frutto del loro ingegno, piuttosto che aver svolto lo stesso lavoro per Cisco e limitandosi quindi al loro compenso (quand’anche si fosse trattato di un buon compenso).

Ma dalla prospettiva dell’utente e di un’intera community, tutto questo ha rallentato lo sviluppo. Nel corso dei prossimi anni, il team di Acano potrebbe partorire una nuova idea che potrà magari rappresentare un nuovo grande balzo in avanti nel mondo del video e della comunicazione in ambito business: dovremmo forse attendere che si prendano il loro tempo all’interno di Cisco dopo questa acquisizione, per poi abbandonare di nuovo la nave per mettere in piedi la prossima Acano? Oppure Cisco troverà il modo di incentivare le sue forze innovatrici perché rimangano e lavorino per accelerare i processi di sviluppo?

La notizia dell’acquisizione di Acano da parte di Cisco non deve aver fatto fare salti di gioia alle aziende che hanno già investito su Acano. Perché? Probabilmente perché la maggior parte di loro potrebbe aver avuto in passato qualche difficoltà con Cisco – problemi di natura commerciale (soluzioni troppo costose), capacità relativamente limitate e, quasi certamente, la scarsa capacità di integrazione con Skype for Business. Questa clientela non ha creduto alla strategia di bridging di Cisco è ha optato per Acano come alternativa praticabile – alternativa che ora vede un grosso punto interrogativo.

Infatti, la domanda che aleggia, e che viene esplicitata da più parti, è la seguente: Cisco ha acquistato Acano per contribuire al supporto dell’interoperabilità con Skype for Business, oppure per rallentarla/fermarla? Anche Radvision aveva un’interessante storia per quel che concerne l’interoperabilità con Lync, ma è praticamente svanita nel momento in cui è stata acquisita da Avaya. Spero che la stessa cosa non capiti anche in questo caso. Inoltre, Cisco integrerà saldamente la tecnologia Acano nella sua attuale offerta (come abbiamo esaminato nella prima parte di questo lungo articolo), oppure la gestirà come un’unità parallela, alla stregua di  Meraki Wireless? Come abbiamo già detto, l’ideale per l’utenza Cisco sarebbe finalmente un’unica piattaforma, ma c’è chi sostiene che un ‘approccio Meraki’ avrebbe più successo (magari proprio per non intaccare la base di clienti Acano e, sul versante Cisco, concentrarsi maggiormente a potenziare Spark).

Quindi, per riassumere:

  • Cisco è intenzionata a usare l’esperienza e la tecnologia di Acano, che si integra così bene con Skype for Business, preservando le esclusive capacità di integrazione che Acano stava sviluppando, oppure l’acquisizione è servita solo per arrestarne le capacità di integrazione?
  • Riuscirà Cisco ad integrare questa compagnia nell’ambito della sua linea di prodotti? Probabilmente l’acquisizione di Acano non porterà ad episodi quali quelli di Flip o Postpath, tuttavia il timore che la ‘macchina interna’ di Cisco tarpi le ali allo spirito innovativo di Acano esiste.
  • Sapranno conservare il talento di Acano, dove molti di coloro che fanno parte dello staff lasciarono Cisco proprio a seguito dell’acquisizione di Tandberg? Se da una parte Cisco può permettersi di spendere molto denaro nel far entrare e uscire i suoi talenti, dall’altra c’è chi racconta di come alcuni dello staff di Acano non abbiano buoni ricordi del periodo in cui erano con Cisco.
  • Cisco intende porre fine alla competizione con Microsoft nel settore Collaboration? Ci si è dimenticati che un tempo Cisco e Microsoft erano grossi amici. Forse l’acquisizione di Acano significa per Cisco un ‘voltare pagina’, che le consenta di concentrarsi di più nel loro business hardware/networking/VC, andando a garantire la meglio integrazione con Microsoft Office 365. Cisco e Microsoft che lavorano e collaborano insieme costituirebbe una proposta davvero molto forte per la maggior parte delle imprese di grandi dimensioni.
  • Una domanda per Microsoft – quando Acano gli ha fatto (certamente) sapere di aver ricevuto un’offerta da Cisco, come ha reagito? Hanno fatto spallucce dicendo di essere già sistemati grazie a Polycom/Pexip e con il nuovo Video Interoperable Server di Skype for Business, per cui sarebbero entrati in competizione con Cisco/Acano, oppure si sono intrattenute conversazioni più approfondite su come Cisco, Acano e Microsoft avrebbero potuto lavorare in modo più ravvicinato nel futuro? Parlando di video, il cloud di Office 365 possiede qualche lacuna. Lasceranno le cose come stanno oppure collaboreranno?
  • Le grandi organizzazioni che non intendono passare a Cisco, cosa faranno ora? Forse il giorno della notizia dell’acquisizione Cisco/Acano è stato un gran giorno per Polycom e Pexip, in quanto avranno ritenuto che ciò offrirà loro l’opportunità di espandere il loro raggio d’azione presso coloro che avevano deciso di passare ad Acano.

È ovvio che questi interrogativi si pongono non conoscendo le dinamiche vere che si sono verificate tra Cisco, i suoi ex dipendenti e l’intero contesto di mercato (dinamiche che, in contesti del genere, spesso sono molteplici e non semplici), per cui non si ha alcun problema nel relegarli a mere speculazioni. Ciò non toglie che i dubbi rimangano, nonché una certa sensazione di occasione, non dico persa, ma di parecchio ritardata.

Infine, se per la sua prossima acquisizione Cisco punterà il radar su Slack, il prodotto risultante diventerebbe in maniera incontestabile la piattaforma leader in questo nuovo (e così difficile da definire) segmento di mercato, che mette insieme chat di gruppo, VMR, spazi di lavoro project-based, persistenza e asincronicità. Slack dimostra una strana combinazione di fattori che la distinguono dal resto, compresi i competitor molto simili. Sarà difficile convincere l’utenza Slack ad optare per Spark, a prescindere da quanto questa sappia crescere e progredire. Cisco ha due possibilità: affannarsi a fornire un’integrazione mirroring tra Slack e la chat di Spark (cosa che la collocherebbe come capofila rispetto ad ogni altra piattaforma di comunicazione che sta lavorando all’integrazione con Slack), oppure comprare Slack – per circa 3 miliardi di dollari – e fine della storia.

Post precedenti/successivi della serie "Cisco acquisisce Acano":

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