Cisco acquisisce Acano (parte 1): solo una questione di interoperabilità?

Questo articolo è parte di una serie di post:
  1. Cisco acquisisce Acano (parte 1): solo una questione di interoperabilità?
  2. Cisco acquisisce Acano (parte 2): l’utenza Acano cosa ne pensa?

Cisco acquisisce Acano - solo una questione di interoperabilità?Non c’è dubbio: quelli di Cisco la sanno lunga; o almeno, da osservatori, possiamo dire quanto sia dirompente la mossa di acquisire Acano, tenendo come punto fermo quello che dovrebbe essere (com’è facile capire) l’obiettivo primario dell’operazione: massimizzare le doti di interoperabilità delle applicazioni Virtual Meeting Room. Oppure c’è dell’altro?

Nei giorni scorsi la notizia è stata battuta e diffusa dalla rete e nei social – sia limitandosi a dare semplicemente la notizia o ripubblicando il comunicato aziendale (come spesso succede per questo tipo di segnalazioni), sia con blog più approfonditi che prendono in esame i diversi aspetti e le prospettive future. È quindi interessante valutare quelli che potranno essere gli sviluppi di tale acquisizione – non fosse altro perché da una parte il protagonista è un colosso mondiale leader nell’industria IT nonché del mercato della comunicazione unificata, dall’altra perché stiamo parlando comunque di un’operazione da 700 milioni di dollari che coinvolge attori chiave del mondo UCC.

Innanzi tutto, l’intento dichiarato lo si può leggere dalle parole di Rob Salvagno, Vice Presidente Corporate Business Development di Cisco, direttamente dal suo blog. “Nel solo ambito delle imprese a livello globale, meno del 10% delle sale riunioni risultano collegate via video e solo l’1% di utenti dispone di sistemi video nella propria scrivania. Il mercato è in procinto di assistere ad una crescita sensazionale, dove le applicazioni video IP costituiranno l’80% dell’intero traffico globale di Internet entro il 2019 (nel 2014 la percentuale ha raggiunto il 67% – dati elaborati da Cisco e contenuti nel 2015 Complete Forecast Report, ndr).”

“Noi di Cisco riteniamo di poter far nostra questa importante opportunità di mercato offrendo la miglior esperienza di collaborazione in modo trasversale – su ogni endpoint, ogni schermo, ogni ambiente di lavoro e ogni utente. La nostra visione consiste nell’aumentare in maniera esponenziale il numero di sale riunioni ‘video-enabled’ – passando da una ogni dieci, fino ad essere presenti in ognuna di esse nell’arco dei prossimi dieci anni. Desideriamo inoltre che le persone possano essere nelle condizioni di collegarsi a queste sale con facilità, usando qualsiasi dispositivo o sistema a loro disposizione oggi. Questo il motivo per cui stiamo annunciando la nostra intenzione di acquisire la Acano Limited, tra i principali provider di software e infrastrutture per la collaborazione.”

Volendo dare uno sguardo dall’alto, diciamo subito che si tratta di una sorta di ritorno a casa, dato che Acano è una creatura partorita dal CEO e cofondatore OJ “Odd Johnny” Winge, uno dei principali dirigenti di Tandberg, compagnia già a sua volta acquisita da Cisco nel 2009 per 3.3 miliardi di dollari. Per inciso, molti di quelli che facevano parte di Tandberg, incluso Winge, se ne andarono proprio a seguito (o in disaccordo) dell’acquisto da parte di Cisco.

Ma che cos’è Acano? Si tratta di una soluzione MCU di bridging e gateway, fruibile on-premises o su cloud, che consente l’interoperabilità tra diverse piattaforme, ‘unendole’ nell’ambito di una singola sessione di collaborazione – traducendo, possiamo direttamente fare riferimento all’interoperabilità tra Lync/Skype for Business e i dispositivi end-point video, quali quelli prodotti da Cisco.

La soluzione Acano apporta diversi elementi che la distinguono dal resto – innanzi tutto quelli di Acano sono stati tra i primi ad abbracciare il trend delle chat di gruppo, inoltre il client offre una user-interface notevole, possiede un workflow intelligente e altro. Ma probabilmente, nel valutare l’acquisizione non sono stati questi i fattori che Cisco ha ritenuto essenziali (anzi, probabilmente li ha considerati secondari, se non irrilevanti). Per Cisco, il valore principale nella tecnologia Acano risiede appunto nella notevole capacità di bridging e interoperabilità video/audio.

Sebbene tra i competitor esistano piattaforme video o offerte cloud con capacità di interoperabilità, molte implicano alcuni compromessi (costi extra, limiti di connessioni ecc). Invece, con Acano ognuno può collegarsi tramite il proprio dispositivo, con buona probabilità di poter utilizzare il servizio di cui già dispone, senza subire un degrado dell’esperienza d’uso. Questa capacità pone Acano tra le poche piattaforme di interoperabilità di Virtual Meeting Room (VMR) che non presentano compromessi di sorta. Inoltre, il fatto che il client Acano possa fungere anche da end-point, permettendo all’utente di effettuare chiamate in altri servizi video VMR (o addirittura effettuare chiamate telefoniche), collocano Acano in una elite ancora più esclusiva.

Ad ogni modo, al di là dei vari ‘gadget’ apportati dal VMR Acano, l’elemento sostanziale è la sua capacità di consentire riunioni di qualità con grandi doti di interoperabilità – e non parliamo solo della basilare connettività tra dispositivi e servizi diversi, ma di come venga supportato l’elevato livello qualitativo dell’esperienza d’uso, a prescindere da come ci si connette. Ne è un esempio la funzionalità Skype4B “dual home” – una tecnologia che preserva l’esperienza nativa di video-conferencing di ciascun utente, cosa che di norma viene compromessa nei casi di integrazione tradizionale.

La situazione

Quando Rowan Trollope entrò a far parte di Cisco nel ruolo di Vice Presidente e General Manager del Collaboration Technology Group, si trovò ad affrontare diversi grattacapi, non dovuti al lavoro del suo predecessore (che, guarda caso, è la stessa persona che poi divenne il CEO di Acano), ma piuttosto ai cambiamenti a cui era sottoposto l’intero settore – in contesti del genere, più la nave è grande più è difficile fargli cambiare rotta in caso di tempesta. Il primo passo fu quello di applicare una nuova filosofia nella divisione hardware. Il catalogo dei prodotti video venne drasticamente ridotto da 65 articoli a 17. Questo, oltre ad aiutare il lavoro nei canali di vendita e a diminuire la confusione da parte della clientela, consentì ai progettisti di concentrarsi su una minore quantità di soluzioni più mirate, piuttosto che applicare miglioramenti iterativi su una linea di soluzioni troppo ampia. Il risultato fu una mambassa di riconoscimenti, nonché una crescita notevole delle vendite del reparto hardware. Tutto questo mentre ogni analista continuava (e continua) a declamare la morte dell’hardware.

Ci si sarebbe quindi aspettati che Trollope avrebbe applicato lo stesso metodo alle opzioni VMR di Cisco: semplificare, rafforzare e ridurre la confusione. Purtroppo questo non è stato ancora possibile. Al contrario, Trollope creò una nuova opzione – Cisco Spark – in quanto nessuna delle due opzioni di Cisco già esistenti (Jabber/Cisco Telepresence Server e WebEx) si modellavano alla sua visione di collaborazione di gruppo persistente. Immagino che tanto il canale-vendite quanto la clientela di Cisco accoglierebbero con gioia un’unica offerta Cisco Business Video, capace di andare incontro ad ogni loro esigenza (invece di averne tre).

Dunque, se da un lato questo fattore può essere considerato – a mio avviso – un problema, dall’altro significa che esistono tre potenziali integrazioni possibili per Cisco-Acano. Vediamo allora quali sono le tre opzioni VRM di Cisco ‘pre-Acano’ e come potranno essere influenzate dalla tecnologia apportata da questa nuova acquisizione (fermo restando che l’intenzione di Cisco potrebbe essere anche quella di proporre Acano come una quarta opzione della sua offerta VRM):

  • Cisco Jabber - logoJabber / Cisco Telepresence Server (CTS) – questi strumenti includono alcune delle tecnologie appartenenti alla norvegese Tandberg e quindi acquisite da Cisco. CTS è il sistema sviluppato da Codian (altra compagnia già acquisita precedentemente da Tandberg) che supporta le applicazioni VC di Cisco, mentre Jabber costituisce il client desktop/mobile. Probabilmente Cisco non si è ancora sbarazzata di Jabber/CTS solo per l’ampia base di clienti, in quanto è forse più semplice continuare a supportare questa soluzione piuttosto che dover affrontare e gestire la migrazione verso un altro prodotto. Altro motivo potrebbe essere l’intenzione di Cisco di non voler lasciare completamente il gioco della comunicazione unificata nelle mani di Microsoft – d’altronde Jabber gioca ancora un importante ruolo nel mercato UC; ma, detto questo, dubito che Cisco avrebbe qualche remora nell’abbandonare l’esperienza di Jabber.
    Quindi, sebbene priva della tradizionale buddy-list UC, Acano offre comunque l’accesso ai contatti e le funzioni di presenza e può quindi adattarsi. Inoltre, Cisco ha sia le possibilità economiche sia le competenze per rinnovare l’interfaccia-utente in qualsiasi modo. Ciò rende Acano un potenziale sostituto di Jabber (nome che, comunque, Cisco vorrà probabilmente mantenere), nonché un sostituto integrale di CTS. A nostro avviso, l’utenza Cisco che usa queste soluzioni dovrà aspettarsi notevoli cambiamenti.
  • Cisco WebEx - logoWebEx – WebEx funziona: è veloce, è di qualità e la sua interfaccia-utente è molto intuitiva. Se tutti i partecipanti ad una riunione usano WebEX si potrà godere di un’ottima esperienza VMR. Come tutti i prodotti/servizi, anche WebEx ha un suo passato per quel che riguarda l’interoperabilità, anche se non è dei migliori. È possibile pagare per disporre di WebEx collegato ad un sistema VMR ‘CTS-powered’ – e funziona, ma è lontano da poter essere considerata una soluzione ‘seamless’. Piuttosto, l’operatività e il workflow restituiscono più una sensazione di due prodotti messi insieme. Se appare logico che Acano sostituirà l’elemento di interoperabilità VMR esistente di WebEx, non è chiaro come questo funzionerà e quali saranno i limiti che tale integrazione potrà far sorgere. Altrettanto poco chiaro per ora è se Acano possa o debba essere impiegato per potenziare la funzione di chiamata di WebEx. A parte la capacità di stream/webcast verso un’ampia platea di pubblico, non penso ci siano molte cose che WebEx possa fare meglio di Acano.
    Quindi, considerando il fatto che WebEx funziona e mantenendo la linea filosofica del ‘finché funziona…’, possiamo dire che la tecnologia Acano può benissimo sostituire o migliorare molto dell’infrastruttura WebEx, ma a parte l’aspetto dell’interoperabilità video probabilmente WebEx non necessita di essere sottoposto ad ‘Acano-terapia’. Ergo: per gli utenti WebEx non dovrebbero esserci grossi cambiamenti, a parte una migliore interoperabilità.
  • Cisco Spark - logoSpark – Spark rappresenta di fatto la visione che Cisco ha in materia di videocollaborazione. Probabilmente, se potessimo dare un’occhiata alle statistiche del Collaboration Technology Group di Cisco vedremmo un ampio utilizzo di Spark, e forse un impiego decente di WebEx per le riunioni calendarizzate. A mio modesto parere, WebEx dovrebbe cessare di esistere come prodotto, e le sue funzionalità importate direttamente in Spark, così da poter essere in grado di creare riunioni calendarizzate, effettuare sessioni di webcast streaming, ospitare riunioni video con interoperatività ecc. L’uso della tecnologia Acano sarebbe un passo importante e decisivo in questa direzione. Pur sembrando apparentemente il connubio meno naturale, potrebbe altresì divenire la proposta di Cisco come singola piattaforma video omnicomprensiva a tutta la sua utenza. Magari, la versione base di Spark potrebbe rimanere gratuita per allargare il bacino d’utenza, mentre il set di caratteristiche business di Acano potrebbero venire offerte come pacchetti a pagamento.

Nell’offerta VRM di Cisco, Spark rappresenta il jolly. Gli utenti Spark dovranno attendersi notevoli cambiamenti, a prescindere dal fattore Acano, dato che si tratta in parte di un servizio e in parte di un esperimento social. Infatti, Spark ha sempre dato un’impressione di maggiore fluidità rispetto alla tipica offerta Cisco: piuttosto che apparire come un ‘oggetto’ perfezionato in laboratorio (come le soluzioni di telepresenza IX5000), appare invece come un qualcosa progettato per evolvere, proprio come evolvono le nostre modalità di riunirci e collaborare. Spark potrebbe rimanere separato al 100% da qualsiasi integrazione Cisco-Acano, oppure divenire il nuovo collettore/UI dell’esperienza Acano, o ancora Acano potrebbe limitarsi semplicemente a fornire il supporto per l’interoperabilità. Non sarei affatto sorpreso di scoprire che il fattore determinante che ha spinto Cisco ad acquisire Acano sia stato proprio il lavoro fatto con Spark.

Alla fine, qualunque sia il modo in cui decidano di integrare Acano e servirsi della sua tecnologia, Cisco dovrà comunque affrontare il problema costituito dall’attuale esistenza di tre modi per effettuare una chiamata VMR. Dopo l’acquisizione, i modi saranno quattro, dato che gli utenti Acano diverranno utenti Cisco-Acano, e quand’anche Cisco riuscisse a trovare il modo per una migrazione rapida e indolore da CTS a Acano, rimangono comunque tre modalità per eseguire una video-chiamata – senza considerare che, già adesso, i motivi per cui Cisco faccia coesistere le piattaforme WebEx e Spark sono davvero poche – almeno dal punto di vista dell’utenza.
L’auspicio di ragionevolezza sarebbe quello di fondere il tutto in una sola piattaforma che consenta la creazione di riunioni direttamente dall’interno di una chat-room persistente, o tramite un URL via invito sul calendario. Due piattaforme VMR a supporto di preferenze diverse nella creazione delle riunioni di fatto non servono. Si tratta quindi una decisione legata al business (difficile giustificare la conversione dell’utenza WebEx, che paga, in utenza Spark, gratuita), piuttosto che una decisione basata sulla volontà di creare la piattaforma di video-meeting definitiva targata Cisco, capace di servire tutti gli utenti. Stessa logica si applica ancor di più riguardo a Jabber/CTS. Qualunque siano le caratteristiche ‘da avere’ che attualmente troviamo su Jabber/CTS, queste potranno e dovranno essere aggiunte alla piattaforma unica su cui Cisco opterà, qualunque essa sia.

Stiamo ormai entrando nel 2016; le piattaforme video dovrebbero essere sufficientemente flessibili da poter supportare tutti gli utenti. Da utente, non dovrebbero servirmi tre o quattro applicazioni video Cisco nel mio desktop per effettuare tre o quattro tipi diversi di video-chiamata; e ancora, il video nelle applicazioni business dovrebbe poter essere supportabile da un’unica offerta e non richiedere l’esistenza di Cisco Jabber, Cisco WebEx, Cisco Spark e ora Cisco Acano. Quindi, la grande scommessa per Cisco sarà di sintetizzare tutto questo in un’unica piattaforma video dotata dei migliori elementi di ciascuna delle attuali tre (quattro) componenti, senza minare i suoi canali e la sua utenza.

{continua}

Post precedenti/successivi della serie "Cisco acquisisce Acano":

Cisco acquisisce Acano (parte 2): l’utenza Acano cosa ne pensa? »

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