Caro AV, sei pronto per l’IoT?

IoT and Building AutomationL’IoT Pavilion a InfoComm Show 2016, ampiamente annunciato e che ha suscitato notevole interesse, nonché il nuovo programma di conferenze proposte sempre da InfoComm per esplorare il ruolo dell’Internet of Things nelle soluzioni audiovisive professionali, evidenziano una volta di più (per chi ancora non ne avesse avuto contezza) il fatto che, per offrire soluzioni migliori ed essere in prima linea nel fornire ciò che il cliente vuole, il mondo dell’integrazione di sistemi deve accelerare il passo nella comprensione di come l’AV possa far leva sulle enormi potenzialità dell’IoT.

L’IoT Pavilion a InfoComm, grazie anche al supporto di Crestron e Samsung, ha dato modo di addentrarsi in un territorio che – diciamolo – risulta ancora inesplorato nel mondo AV, in quanto effettivamente l’Internet of Things è ancora percepito come una moda ma che non viene di fatto utilizzato dagli integratori di sistema per alimentare i loro affari o per creare contesti tecnologici con prestazioni più elevate.

A tale proposito, è invece sorprendente come oggi il mondo dei droni, ad esempio, risulti avere un maggiore appeal sui professionisti dell’AV. Potrebbe anche questa essere una moda, ma non intendo togliere legittimità ad una tecnologia che sta riscuotendo grande successo, anche perché coinvolge fette di mercato trasversali. Quindi non sto dicendo che il mondo dei droni non debba avere cittadinanza nel contesto attuale, tanto meno che i droni non impattino positivamente in settori quali VR, 3D e Video Capture – dico semplicemente che l’IoT è una tecnologia di gran lunga migliore e dirompente sulla quale investire (naturalmente, è un mio parere personale), soprattutto e inizialmente in termini di conoscenza e know-how.

L’Internet of Things non è niente di nuovo, il che è un’ottima cosa dato che l’AV come settore trova sempre una certa difficoltà nell’adattarsi alle novità – oggi parliamo ancora di ‘convergenza’, ed è un qualcosa che di fatto è già avvenuta 15 anni fa. Tuttavia, ciò che è successo in questo ultimo anno è che l’Internet of Things si è mosso dagli oggetti-gadget (apparati e elettrodomestici connessi) ad una serie di pratici sensori, wearable e dispositivi connessi in grado di cambiare il modo in cui viviamo, lavoriamo e ‘consumiamo’ il mondo che ci circonda.

Quindi la domanda è: l’AV è pronto per questo? E se lo è, come può il professionista AV affermarsi con questa piattaforma?

L’approccio AV all’IoT

Credo occorra essere piuttosto realistici riguardo a come l’AV influirà nei casi d’uso dell’IoT in ambito aziendale. Nel seguente video realizzato ottimamente da Crestron e pubblicato circa un anno fa, viene fatto un quadro di come potrà essere la vita connessa. Viene spiegato come i sensori, lo scheduling integrato e i nostri dispositivi mobile possano comunicare con il mondo e condurci nella sala o nella riunione giusta, analizzando i dati delle nostre email, dei sensori d’ambiente o della location.

Tutto questo rappresenta uno scenario di estrema importanza in quanto genera un’esperienza seamless che possiamo intrecciare alla nostra vita di tutti i giorni, senza richiedere passi o operazioni ulteriori (quest’ultimo fattore fondamentale). Alla fine, quello che l’IoT è davvero in grado di fare è l’aggregare i dati di ciò che stiamo indossando e utilizzando, nonché quelli dell’ambiente in cui ci troviamo, traducendo il tutto in una migliore esperienza.

La sfida che vedo è un qualcosa con la quale il professionista AV ha già affrontato e che combatte da tempo, ovvero l’essere dipendenti da un’integrazione controcorrente di sistemi BMS/BAS, soluzioni software cloud e IT, nonché il delirio delle politiche legate al BYOD, per massimizzare in modo adeguato le potenzialità dell’IoT. Questo perché praticamente tutto il valore aggiunto apportato dall’IoT per quel che riguarda il nutrire la tecnologia AV e le riunioni aziendali smart, si basa sulla capacità di aggregare i dati da sistemi esterni al controllo da parte dell’integratore AV.

Questo non significa che l’AV non possa fare uso dell’IoT per realizzare soluzioni migliori e rimanere in prima linea nei confronti di ciò che il cliente desidera avere per integrare i big data, il mobile, il cloud e altre tecnologie utili ad un’esperienza più seamless. Significa invece che, ancora una volta, il settore dell’integrazione deve accelerare il suo passo per quel che riguarda la conoscenza, per poter comprendere come questi sistemi disparati, di cui molti sanno poco, siano in grado di lavorare insieme per giocare un ruolo monetizzabile da parte dell’integratore di sistemi.

Se come professionista ti ritieni pronto per questa sfida, la potenza dell’IoT può essere dirompente e dare la svolta alla tua attività

In questo senso, non possiamo fare altro che dare merito e ringraziare InfoComm per portare avanti questa tematica – non vediamo l’ora di vedere come il settore risponderà.

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