7 trend tecnologici per il 2017

7 trend tecnologici per il 2017
Andando a sfogliare i post, gli approfondimenti, i whitepaper e le ricerche di mercato che cominciano ad affacciarsi ora che il 2016 è giunto al termine, ed osservando le tendenze delle parole-chiave più in voga e indicanti sviluppi potenzialmente interessanti per il prossimo futuro a livello globale, diventa sempre difficile stilare una classifica definitiva. È quindi con questa consapevolezza che intendiamo unirci al coro proponendo la nostra.

1. A.I. – Intelligenza Artificiale: si comincia a fare sul serio, con notevoli implicazioni per le persone e della società

Concetto ampio e spesso vago, il termine AI (Artificial Intelligence) viene solitamente usato per descrivere la percezione che gli esseri umani hanno delle capacità di apprendimento che le macchine dimostrano di avere e che si verifica progressivamente nel tempo, piuttosto che una capacità chiaramente definita e assoluta. Può essere quindi che l’unico modo per capire se si è riusciti a creare o meno un’intelligenza artificiale risieda nel risultato finale: ovvero se si è riusciti davvero ad ottenere l’emulazione di un’intelligenza, o semplicemente di mettere le basi per ottenere un’intelligenza del genere.

Forse il cambiamento più importante che si è verificato in materia di intelligenza delle macchine è lo sviluppo del ‘machine-learning’, e più specificatamente del ‘deep-learning’. Il machine-learning impiega grandi quantità di dati per riconoscere dei modelli o pattern basati su esperienze simili. Questo metodo spesso utilizza le reti neurali artificiali, in cui gli esiti probabilistici si combinano per generare asserzioni riguardo ciò che rappresenta un particolare segmento di informazione. Ciò consente un comportamento complesso mediante processi quali la ripetizione e l’approccio ‘trial&error’ (ovvero, procedendo per tentativi ed errori), permettendo il riconoscimento di pattern non-programmabili: i volti delle persone, gli animali, gli oggetti, il linguaggio e la sintassi. Il potere del machine-learning consiste nella sua capacità di poter essere applicato ai dati di qualsiasi sorgente, aprendo di conseguenza a innumerevoli possibilità per una rapida accelerazione dell’intelligenza delle macchine.

Il machine-learning ha consentito all’AI di procedere velocemente da una logica di elaborazione meramente formale ad un linguaggio ed un apprendimento contestuali, risultando in comportamenti che a volte possono apparire creativi o in grado di mostrare capacità di comprensione. Man mano che l’AI dimostra comportamenti di apprendimento scalabili, gli effetti risultanti si prestano quindi a tutta una serie di utilizzi possibili. In presenza di una quantità sufficiente di dati da apprendere e con cui prepararsi e formarsi, questi stessi processi di apprendimento possono a loro volta essere acquisiti per riconoscere, ad esempio, le automobili in strada, il suono di una parola, come appare un cane e quindi riconoscerlo, giocare a Go o rilevare un pattern di rischio inatteso. Le implicazioni intrinseche all’AI possono, quindi, essere di notevole portata. Gli assistenti virtuali AI personificati messi in campo da alcune aziende sono già in azione accedendo a miliardi di utenti, via smartphone e altri dispositivi.

Tuttavia il cambiamento più rilevante si avrà quando cederemo direttamente all’AI dei livelli di controllo umano, come avviene negli apparati robotici o nelle automobili semi- o completamente autonome. Quando avremo fiducia nelle capacità che l’AI da noi progettata dimostrerà nell’eseguire determinati compiti, quanto tempo ci vorrà prima che l’AI potrà definire in modo autonomo i compiti da svolgere?

Al di là dell’impatto tecnologico e delle opportunità dell’AI, occorre ammettere l’impatto reale che si avrà sugli esseri umani. L’AI capace di prenotarti un albergo dopo una normale conversazione può di fatto sostituire un agente di viaggio umano; l’AI capace di ordinare la spesa dopo aver verificato cosa c’è nel frigorifero di casa potrà sostituire il supermercato; l’AI che è in grado di guidare un’automobile potrà sostituire un tassista; e l’AI capace di costruire una casa sostituirà un’impresa edile.

Il governare la transizione verso un mondo in cui la maggior parte dei compiti può essere svolto meglio dall’intelligenza cloud o da una macchina intelligente avrà un’importanza sociale enorme, come lo sarà il rendere responsabili le aziende che possiedono e operano i principali sistemi AI.

2. Realtà virtuale: un tempo entrati nell’ombra, i mondi virtuali cominciano a guadagnare maggiore realtà nel mondo fisico

Dopo diversi anni in cui se ne è parlato molto, la realtà operativa che sta alla base della creazione di mondi digitali virtuali, aumentati e misti sarà pronta a manifestarsi in maniera più completa durante il 2017. E ciò che ora appare in superficie come qualcosa di interessante, rappresenta i primi passi verso una vera adozione di massa delle soluzioni VR (Virtual Reality) e AR (Augmented Reality).

Sebbene gli oggetti che più venivano discussi e rilanciati dalle news siano stati i primi sviluppi dei diversi modelli di headset e visori, in realtà la fetta più ampia di vendite in materia di VR si è verificata nel settore degli accessori per smartphone. Nel 2017 le tecnologie dedicate ai dispositivi AR e VR si evolveranno in modo significativo man mano che grandi nomi quali Facebook, Google e Microsoft consolideranno le loro tecnologie esistenti nell’ambito di strategie più complete, pensate per monopolizzare questo spazio attualmente promettente ma potenzialmente molto redditizio.

A loro volta, l’afflusso di grandi nomi farà sì che molti più produttori di dispositivi, tra cui diversi marchi cinesi di smartphone, faranno il loro ingresso nel mercato dei dispositivi hardware per VR/AR. La presentazione di nuove versioni di console di gioco in grado di offrire un’esperienza di utilizzo VR, con contenuti video 4K e HDR, costituirà il tramite per la creazione di contenuti VR di alta qualità, sebbene sia probabile che la disponibilità risulterà limitata ancora per qualche anno.

Probabilmente l’elemento di importanza ancora maggiore sarà rappresentato dal modo in cui VR e AR troveranno una loro collocazione, in termini di utilizzo e opportunità commerciali, nell’ambito delle diverse applicazioni professionali, industriali e commerciali – dal retail alla progettazione, passando per la riabilitazione in campo sanitario fino all’esperienza di visione nelle sale cinematografiche.

I confini apparenti tra l’aumentare e il virtualizzare la realtà si intrecceranno in molteplici applicazioni del mondo reale. Ad esempio, i punti vendita potrebbero cominciare ad applicare uno ‘strato’ di AR nelle loro vetrine, unitamente al browsing AR e ad un’esperienza d’acquisto VR, fornendo al cliente una modalità totalmente nuova per conoscere la merce esposta nel negozio prima di procedere all’acquisto.

Man mano che la tecnologia avanza, l’esperienza dei mondi virtuali passerà progressivamente dalla semplice visione ad un’interazione sempre più sofisticata, fino ad arrivare ad esprimere un’immersione completa e totale. E quando l’ecosistema relativo ai diversi utilizzi del VR risulterà completamente integrato, la possibilità del cliente di muoversi all’interno di un mondo virtuale altamente immersivo sarà quindi concepito non più come originato da una fantascienza esoterica, ma bensì come una realtà di ordine nuovo, tangibile ed espressiva.

3. Il meta-cloud è tra noi: più grande, più flessibile e con nuovi edge-data-center

Dal cloud pubblico e privato alle infrastrutture cloud e al cloud ibrido, i servizi cloud si sono rapidamente diffusi e sono diventati qualcosa di ancora più grande: il meta-cloud – una specie di ‘nuvola di nuvole’ in cui è possibile accedere a molteplici sistemi cloud da un’unica interfaccia web. Negli ultimi sei mesi si è potuto assistere a diverse discussioni e dibattiti a riguardo che hanno contribuito ad ampliare e amplificare il tema, e si sono visti diversi fornitori di sistemi operativi e applicazioni cloud offrire software e servizi alle aziende che utilizzano diversi CSP (Cloud Service Provider).

Allo stesso tempo, ci sono operatori di data-center multi-tenant che hanno accresciuto i loro data-center ‘service-provider-neutral’, consentendo interconnessioni tra molteplici operatori di telecomunicazione o provider di servizi di colocation. Grazie all’housing di data-center cloud-service-provider in una singola locazione, questi data-center network-neutrali offrono alle aziende la connettività con SLA che agiscono come un modello per i servizi di cloud computing da loro forniti.

In particolare, i provider di servizi di comunicazione intendono fornire alle imprese una singola connessione con SLA, che funge da accesso ai loro CSP. Questa innovazione costituisce il meta-cloud, che appare promettente nella sua capacità di ottenere notevoli risultati in termini di opportunità di crescita.

In generale, l’impulso a fare leva sulle capacità quali ML (Machine Learning) e AI (Artificial Intelligence), integrate con le applicazioni aziendali e mobile, continuerà a progredire. Nuovi servizi sono disponibili tramite i fornitori SaaS (Software-as-a-Service) tradizionali, unitamente all’espansione di offerte esistenti come quelle di Google, IBM e Amazon. Il più degno di nota è rappresentato dall’impiego di un particolare chip per l’elaborazione di algoritmi ML e AI sviluppato da Google, tramite il chip Tensor. È possibile ritenere che nei prossimi 24 mesi potremo aspettarci di vedere lo sviluppo e l’impiego di altri chip specialistici.

Di altrettanta rilevanza il fatto che l’Internet of Things (IoT), i contenuti con elevati requisiti in termini di intensità di banda e le maggiori aspettative di velocità d’accesso, richiedano la presenza di un maggior numero di data-center da collocare in prossimità dell’utente finale. In questo senso, gli edge-data-center – nuovo modello di riferimento per la progettazione, dove data-center più piccoli sono più distribuiti e situati ai termini logici delle reti – possono essere messi in campo per vari scopi: per depositare contenuti pesanti in termini di dati, aggregare dati dai dispositivi locali connessi, o limitare il traffico da e verso dei data-center sparsi geograficamente. Nel 2016, la comparsa di questi edge-data-center ha contribuito ad alimentare del 20% i ricavi dai data-center containerizzati o modulari, supportando un nuovo tipo di fornitura dedicata in co-locazione.

Mentre i requisiti per gli edge-network spingono alla presenza di piccoli data-center, un’altra forza addirittura superiore porta alla realizzazione di data-center molto grandi. Man mano che sempre più aziende e organizzazioni affidano in outsource le operazioni relative ai loro data-center (trasferendoli sul cloud o su provider in co-locazione), i data-center di medie dimensioni chiudono i battenti causando l’espansione di data-center più grandi, cloud iper-scalabili e in co-locazione.

A tal fine, il consolidamento in una realtà con un numero inferiore di data-center ma di dimensioni più grandi — unitamente alla realizzazione di piccoli edge-data-center — sta ‘svuotando’ il mercato dei data-center di medie dimensioni, generando allo stesso tempo lo spostamento su quelli piccoli e grandi.

4. Reti LPWAN per ampliare la portata dei dispositivi IoT, altrimenti inaccessibili mediante il wireless tradizionale

Man mano che l’universo IoT continua ad espandersi a passi da gigante, i dispositivi IoT situati in locazioni remote o inaccessibili necessiteranno di poter essere collegati in modo più efficiente, cosa attualmente impossibile usando le tecnologie wireless tradizionali.

È qui che le tecnologie LPWAN (Low-Power Wide-Area Network) entrano in gioco, ovvero: affrontare i limiti di portata nonché la scarsa potenza di segnale, anche quando esiste una certa copertura. Adatto per essere impiegato in applicazioni su lunghe distanze, il LPWAN è anche in grado di garantire robustezza in termini di trasferimento dati, non consuma molta energia (cosa che esaurirebbe troppo velocemente la durata delle batterie) ed è relativamente economico, così da abbattere i costi di installazione.

Nel 2017 vedremo globalmente la prima diffusione di reti NB-IoT (Narrowband IoT) e LTE Cat-M. Queste tecnologie LPWAN apriranno ad innumerevoli opportunità per gli operatori delle telecomunicazioni nel supportare le applicazioni di tipo low-bit rate, attualmente servite tramite le tecnologia che operano su standard SRW (Short-Range Wireless), quali Wi-Fi, Bluetooth, ZigBee e Thread. Ciò contribuirà anche ad aiutare gli stessi operatori ad orientarsi tra le tecnologie concorrenti all’LPWAN, quali LoRa, RPMA e Sigfox. Secondo alcune ricerche di mercato, la crescita della fornitura di unità LPWAN aumenterà dai 46.6 milioni del 2017 a 383 milioni entro il 2021.

L’incremento della quantità di dispositivi a basso costo e dotati di batteria a lunga durata basati su NB-IoT, LTE Cat-M e altre tecnologie LPWAN, costituirà l’impulso ad alimentare la connettività nell’ambito di una varietà di applicazioni, quali lo smart metering, smart building, l’agricoltura di precisione e i sensori di monitoraggio ambientale. Nello smart metering, ad esempio, dove la copertura di rete rappresenta un fattore essenziale, i meter situati in locazioni rurali remote o in posti difficili da raggiungere (come i depositi sotterranei) potranno essere collegati via NB-IoT. In agricoltura, i sensori possono essere messi in opera per tracciare le condizioni ambientali quali l’inquinamento o le precipitazioni.

L’LPWAN aprirà anche a nuovi mercati verticali per i fornitori di piattaforme e moduli che supportano queste tecnologie.

5. La nascita di nuovi formati di dispositivi, risultato della rivoluzione di smartphone/mobile

Nel giro di soli cinque anni, dal 2010 al 2015, il numero di dispositivi mobile è cresciuto in modo ragguardevole (+ 40%) e gli smartphone sono diventati il tipo di dispositivo mobile di riferimento, facendo retrocedere quello che è stato l’apparecchio dominante: il telefonino.

È bene evidenziare come l’impennata delle vendite di smartphone abbia avuto un effetto salutare nel ridefinire la filiera delle componenti dei telefoni mobile, andando a ridurre drasticamente il loro prezzo, aumentandone sensibilmente l’offerta e abbassando notevolmente i requisiti energetici. Le componenti coinvolte in questo cambiamento comprendono l’intero spettro della filiera: dai processori e chip di memoria, ai sensori e semiconduttori per la connettività, fino ai display e alle batterie.

La rivoluzione degli smartphone ha condotto oggi ad uno sconvolgimento di dimensioni altrettanto enormi, portando alla nascita di dispositivi con formati nuovi. Headset per la realtà virtuale, smartglass, smartwatch, headset e speaker Bluetooth, droni e robot di tipo consumer — la creazione di tutti questi dispositivi è stata resa disponibile in una fascia di prezzo per il mercato di massa grazie all’efficientamento assortito e trasversale sviluppatosi nel tempo nella filiera dei dispositivi. I sensori per le automobili autonome e la robotica di servizio, ad esempio, sono basati sui sensori usati negli smartphone; gli schermi dei dispositivi wearable sono basati sui display degli smartphone. E la quasi ubiqua connettività presente nel mondo IoT è basata sulla comunicazione impiegata dagli smartphone.
In breve, siamo all’inizio di un’esplosione per quel che riguarda l’innovazione e la connettività dei dispositivi, resa possibile dalla filiera degli smartphone, che accelera in velocità e vigore (nonostante la crescita nello spazio occupato dagli smartphone, ormai maturo e saturo, si sia stabilizzata).

La maggior parte delle tendenze attuali relative all’innovazione rientrano in una delle seguenti due categorie: prendere un dispositivo già creato e introdurlo nel mercato di massa, oppure collegare qualsiasi cosa di già esistente. Probabilmente l’esempio che più si avvicina al profilo del prodotto inventato già qualche anno fa poi diventato fruibile e disponibile nel mercato di massa, è il drone. Oggi, le stampanti 3D e le penne 3D stanno procedendo nella medesima direzione, divenendo oggetti sempre più di uso comune ed economicamente accessibili, man mano che la tecnologia si sta sempre più ‘democratizzando’ nel mondo.

La prossima serie di nuovi dispositivi potrebbe materializzarsi ai confini tra la stampa 3D a basso costo e la componentistica smartphone economica, in un processo che genererà tipologie di dispositivi completamente nuovi, come nuovi saranno anche gli utilizzi possibili.

6. Industria smart per evolvere ulteriormente con progetti reali nati online

Molto è stato detto riguardo la 4a rivoluzione industriale (Industry 4.0) e sul ruolo centrale svolto dagli sviluppi tecnologici emergenti. Oggi le aziende che utilizzano l’IoT e l’analisi dei Big Data, unitamente alle tecnologie ciber-fisiche quali i sistemi robotici e le soluzioni di produzione 3D, sono in grado di compiere trasformazioni su diversi fronti, inclusi i processi di produzione, la gestione della filiera e la progettazione del prodotto partendo dal feedback del cliente.

Negli ultimi due anni si è visto come questo argomento abbia generato una pletora di comunicati stampa e conferenze, ma molto poco in termini sostanziali. Tuttavia, diversi progetti che utilizzano tecnologie smart e di nuova concezione, precedentemente considerate come in fase di prototipo, hanno raggiunto il loro stato di completezza, per cui è presumibile attendersi che entro i prossimi mesi giungeranno novità su questo fronte, con la messa in opera di altri progetti ‘reali’.

È pressoché certo che nel 2017 il flusso di notizie relative a nuove acquisizioni e accordi di partnership in ambito tecnologico rimarrà costante. Ad esempio, sarà interessante fare attenzione alle compagnie che si occupano di automazione/OT (Operator Technology) che rilasceranno le loro soluzioni PaaS (Platforms-as-a-Service) nel cloud, in un’ottica di competizione nell’offrire progetti IoT al settore industriale. Molti di questi fornitori presentano ancora certe carenze nel loro catalogo, per cui ci aspettiamo che altre aziende faranno lo stesso, facendo riferimento a nomi quali Siemens e GE, offrendo a software-company la possibilità di fornire o aumentare soluzioni, così da consentire un’offerta IoT e cloud.

Ancora, nel 2017 il computing locale e ‘edge’ aumenterà ulteriormente il suo ruolo centrale, man mano che questa tecnologia — di grande importanza per alcuni dei primi fornitori — spingerà l’elaborazione verso i confini esterni di una rete, lontano dai nodi centralizzati e dai dati. Siccome molti utenti finali rimangono riluttanti a collocare i dati sensibili in un cloud remoto (sia questo pubblico o privato), la disponibilità di piattaforme che operano su un cloud locale costituirà un fattore critico nella creazione di soluzioni di smart manufacturing accessibili ad una platea più ampia.

7. La tecnologia solare conserverà una posizione preminente nel settore delle energie rinnovabili

In un mondo in cui la ricerca di nuove fonti di energia rinnovabile è continua, il solare manterrà nei prossimi anni la sua posizione di principale fonte energetica alternativa. Stando ad alcune ricerche di mercato, nel 2017 verranno installati a livello globale 79 gigawatt (GW) di pannelli fotovoltaici (FV), in aggiunta ai 77 GW del 2016, per un totale di capacità fotovoltaica totale installata di 400 GW — più del doppio rispetto al 2014.

Di tutta la capacità di energia da fonti alternative aggiunte globalmente nel 2016 e nel 2017, più di un quarto sarà ottenuta tramite pannelli solari. La crescita continua della generazione di energia dal solare è attribuibile alla caduta dei costi dei sistemi fotovoltaici, in combinazione al clima favorevole delle politiche nazionali nei confronti delle rinnovabili e della versatilità del solare, con applicazioni che spaziano dai piccoli sistemi off-grid composti da un solo pannello agli impianti e parchi solari su larga scala delle utility.

Si prevede anche che il costo del fotovoltaico diminuirà ulteriormente, cosa che servirà proprio a sostenere la posizione preminente del solare nel panorama delle rinnovabili negli anni a venire. Con moduli fotovoltaici che costano un quarto rispetto a quanto costavano nel 2010, un impianto fotovoltaico da 50-megawatt oggi richiede un investimento nettamente inferiore, circa 50-70 milioni di dollari in meno – un terzo rispetto a solo sei anni fa. Inoltre, man mano che la domanda di fotovoltaico è aumentata (merito degli schemi di incentivazione che diversi stati hanno adottato, almeno inizialmente), la capacità di produzione dei moduli fotovoltaici ha visto un’impennata, risultando in un’ampia disponibilità a basso costo. A loro volta, tali sviluppi hanno causato il crollo dei costi produttivi, e ora la competizione è divenuta particolarmente aggressiva tra i maggiori produttori di moduli, che li vede gareggiare in una corsa all’abbassamento dei costi, nella speranza di battere la concorrenza sul prezzo.

Per assurdo, il grande successo della tecnologia dei pannelli fotovoltaici e della loro messa in opera ha ingenerato un paradosso contraddittorio, che vede molti produttori in difficoltà nel tenere il passo con l’intensa e continua competizione onde mantenere dei margini operativi ragionevoli. Quindi, è presumibile che il 2017 sarà un anno decisivo per i produttori di tecnologia fotovoltaica, lungo tutta la filiera produttiva dei pannelli solari.

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